martedì 27 settembre 2016

Fierce Grace

Oggi voglio parlarvi di un'esperienza che mi ha cambiato la vita.
Proprio un anno fa scrivevo un post che oggi definirei profetico: di lì a poco infatti la mia vita si sarebbe shakerata rimescolando intenzioni, progetti, collaborazioni, priorità. 
Come tutti i cambiamenti radicali, a un'iniziale perdita di punti di riferimento è seguita una riorganizzazione profonda, che ha abbracciato tutto il mio essere in ogni sua sfaccettatura.
Ci sono stati molti incontri importanti in quelle settimane - un segno inequivocabile dell'Universo che aveva già in serbo per me quel "meglio" a cui anelavo ma che credevo a quel tempo irraggiungibile - e tra questi il prezioso incontro con Carrie-Anne.
Attrice, madre, insegnante di yoga, ma soprattutto donna e Anima splendente. 
Un solo sguardo nel suo meraviglioso mondo durante una "call" in cui ha condiviso con noi il suo essere Donna oggi, e ho sentito di essere "a casa". 
Grazie alla sua guida mi sono avventurata a riscoprire spazi, modi e significati che erano sopiti in me, a tratti perduti. Attraverso tecniche di yoga, meditazioni, esercizi creativi, e soprattutto attraverso la condivisione collettiva di un gruppo che si è raccolto intorno a lei - e che cresce di giorno in giorno - ho ri-trovato, per non perderela più, quella profonda connessione con me stessa che la frenesia della vita e il battage senza fine della società in cui viviamo continuamente mettevano a repentaglio.
Ho trovato una centratura nuova, più autentica e più forte, e un'identità che sente di potersi esprimere con grazia e con impeto.
Ed è così che si chiama il progetto di Carrie-Anne: Fierce Grace Collective.
All'apparenza un corso on-line, nella realtà un luogo di profonda e genuina condivisione, uno spazio di crescita, di messa in discussione e di riorganizzazione intorno ai valori che più autenticamente sono i nostri - quelli di ciascuna di noi. Vi suggerisco caldamente di esplorare ciò che Carrie-Anne ha da offrire e da condividere, una ricchezza di contenuti facilmente integrabili nella vita quotidiana, un'occasione di trasformazione profonda che non sottrae tempo prezioso alle nostre vite, ma anzi crea quegli spazi interiori indispensabili per una vita vissuta in autenticità e presenza.

Per saperne di più e unirti a noi clicca qui: Fierce Grace Collective



giovedì 8 settembre 2016

Dell'imperatività dell'amore per se stessi...

... ossia di quello che in inglese si chiama tanto efficacemente radical self love.
C'è chi lo vive ed esprime quotidianamente, chi non lo conosce e chi riesce ad accedere a questa dimensione solo di fronte a soprusi o a vicende di vita che richiedono la difesa di se stessi.
Ho sempre appartenuto a quest'ultima categoria. Capace fino in fondo di rivendicare i miei diritti, di proteggere e di far rispettare me stessa nei momenti di difficoltà, meno brava (e preparata) a rivolgere a me stessa lo stesso intenso e fiero Amore nella pacifica quotidianità.
Radical self love. Forse perché mi è sempre apparso come un qualcosa in più da mettere in campo quando è necessario, dando per scontato che nella maggior parte dei casi della vita - nel tran tran quotidiano insomma - fosse una sorta di superpotere in eccesso, magari anche un poco inopportuno.
Siamo cresciuti, molti di noi, a "pane e amore verso l'altro", un po' meno ad amore per noi stessi. Che non è il narcisistico compiacersi e nemmeno la sfrontata presunzione o il tronfio porsi su di un piedistallo (lo esplicito perché conosco chi confonde le due cose), ma è "Amarsi" con quello stesso trasporto e con la dedizione totale con cui amiamo figli, compagni, i nostri cari.
Un amore "senza se e senza ma" e soprattutto senza necessità di essere esternalizzato, un amore che nutre e che vivifica, quell'amore incondizionato che ci mette le ali e ci fornisce riparo.
Un amore che talvolta difficilmente si trova in tale purezza all'esterno - perché le vicende della vita creano schermi e ostacoli, perché ognuno di noi è un'anima in viaggio e i rapporti umani sono le nostre tappe di crescita, perché certi incontri sono fatti per dissolversi, perché nulla è per sempre, perché... - un amore tuttavia che possiamo coltivare e accrescere dentro di noi (per poi riversarlo all'esterno. Ma questa è un'altra storia, un altro post, un discorso tanto più ampio).
Ebbene, sia come sia, per fortuna arrivano momenti nella vita in cui si hanno rivelazioni: la mia di questa mattina è proprio questa. Radical self love sempre. Ogni giorno, ogni minuto. Non solo quando è una spada e uno scudo in mia difesa, ma soprattutto quando è una "semplice" pratica quotidiana.
Non solo nel frastuono, ma soprattutto nel silenzio. Nel gesto, nel rituale.
Per fare bene abbiamo bisogno di stare bene. E per stare bene abbiamo bisogno di occuparci di noi stessi, seriamente, prendendoci l'impegno di osservare il barometro del nostro benessere - giorno per giorno, ora per ora, istante per istante. Perché se non stiamo bene, facciamo danni. Danni piccoli, magari, lievi increspature, che tuttavia sommandosi possono facilmente rendere ruvida la nostra via.
Perché dormire troppo poco, affannarsi in giro, non prendersi quell'attimo di respiro (quel caffè, quel mazzo di fiori, quello sguardo al cielo), prevaricare le proprie esigenze in qualsivoglia modo, non fa che renderci fragili o eccessivamente rigidi... insomma, non ci fa stare bene. Abbiamo bisogno di stare bene per dare il meglio di noi stessi a questo mondo, che tanto ne ha bisogno.
E dedicarci a noi stessi - amarci - non può essere un'eccezione ritagliata nell'intricata trama della nostra vita quando intravediamo uno spazio, ma deve essere una pratica quotidiana, un coltivare noi stessi costantemente. Così come coltiviamo le nostre competenze, i nostri contatti reali o social, i nostri beni materiali o immateriali, le nostre relazioni, la nostra immagine, così è importante coltivare quell'amore per noi stessi che è alla base di tutto. Amarci e onorarci ogni giorno della nostra vita. Perché come disse qualcuno "l'unica persona che avrai sempre accanto sarai tu stesso", e questa relazione con noi stessi - autentica, amorevole, genuina e sempre, sempre rispettosa dell'altro (che altro non è, ma anche qui, altro post altra storia altra dimensione) - è ciò che realmente può fare la differenza e farci fare la differenza.
Non è sufficiente occuparci di noi stessi quando non stiamo bene; è imperativo farlo quando stiamo bene, quando siamo al nostro meglio, e non attendere di sentirci un poco fuori fase... anche lì, è troppo tardi. Prevenire è meglio che curare. E se stiamo affrontando turbolenze continue, se stiamo spendendo le nostre energie per sostenere quelle di altri, se stiamo riversando la nostra attenzione all'esterno - per essere utili, per fornire supporto, per raggiungere un obiettivo, per qualsivoglia ragione - è imperativo ricordarci di ricostituirci, di nutrirci nel profondo - di riposo, di gioia, di esperienze, di bellezza... ancora: di ciò che ci fa stare bene. Non è opzionale, è una necessità.
Devo fare ancora molta strada per padroneggiare tutto questo, ma non è più tempo di posticipare e di stare a vedere: il tempo per me è ora. Adesso. 



mercoledì 7 settembre 2016

Evolvere

Evolvere è una costante perdita di riferimenti, un ritrovarsi spaesati nel bel mezzo del conosciuto,  così, senza preavviso. 
Ma all'evoluzione non ci si può opporre, e per quanto sgomento possa generare in un primo momento, è un processo irreversibile che gradualmente sgretola i nostri circondari per svelarne di nuovi. Ed è proprio il suo protrarsi ed estendersi nel tempo e il non risolversi in un battito di ciglia a porci su terreno instabile, a rendere i nostri passi circospetti e insicuri, a farci apparire goffo il nostro incedere
Quel famoso limbo in cui non si è più di là ma nemmeno di qua appare nebuloso, ci fa sentire strani nella nostra stessa pelle, quasi non ci riconoscessimo più. Come il passaggio all'adolescenza stravolge fisiologia e certezze, così la crescita, quando veramente tale, ci rimescola dall'interno, disfacendo e ricostituendo, plasmando il nuovo nel calderone del nostro Sé.
Evolvere è una chiamata perentoria, a cui possiamo solo rispondere. 
Rispondere aprendoci completamente a un processo di cui forse possiamo intuire gli esiti ma che sfugge al nostro controllo. La nostra disponibilità è tutto ciò che abbiamo ora insieme alla certezza che alla fine riemergeremo trasformati, pronti ad evolvere ancora.



lunedì 29 agosto 2016

L'integrità delle nostre scelte

Ci sono dei momenti nella vita in cui siamo posti di fronte a delle scelte. Scelte che magari in passato abbiamo fatto a metà, e che si ripropongono chiedendoci maggiore impegno e più salde convinzione e integrità.
In quegli attimi si può sentire la battaglia che la mente vorrebbe sferrare al cuore, e si può sentire il cuore che sa di dover essere forte e radicato per poter espandere la propria verità. In quegli attimi è inutile chiudere gli occhi e guardare altrove: la stessa scelta certamente si riproporrà fino a quando non avremo realmente e consapevolmente scelto.
E spesso sappiamo bene qual è la via, quella reale, e la scelta di per sé si rivela effimera; eppure ancora più spesso tendiamo a optare per quella che appare come la via "corretta", bene accetta, normale, e ci impediamo così di agire realmente il cambiamento e la qualità che vorremmo.

"Choose Love over fear" è il mantra che mi ripeto in questi casi. 

"Choose Love over fear" because "only Love is real".

Scegliere l'Amore, scegliere con il cuore, scegliere in profonda connessione con il nostro Sé superiore e con le forze amorevoli e invisibili che guidano l'Universo è l'unica vera scelta. 
Lo sappiamo, ma finché non agiamo dando espressione al nostro sapere non possiamo realmente interagire con quelle stesse forze, pronte è disponibili a sostenerci nel nostro percorso.
Può non apparire facile, può spaventarci un po', può farci sentire esposti, ma nel contempo è ciò che ci permette di re-integrarci, di sentirci puri e completi, di riconnetterci alla nostra essenza, di Essere in un senso più pieno, compiuto ed efficace.





giovedì 4 agosto 2016

Incontriamoci dove siamo

Ieri leggevo il post di una dei miei mentori, che rifletteva sulla tendenza a identificare le persone con le loro abitudini, preferenze e attitudini del periodo iniziale in cui le abbiamo conosciute e frequentate, così impedendoci di entrare in contatto con la persona come è di momento in momento. E così perdendoci la possibilità di testimoniare e di assistere il suo processo evolutivo - e anche il nostro.

C'è molta verità in queste riflessioni, e istantaneamente la mia mente è andata a esplorare la mia esperienza, in entrambi i ruoli. È una tendenza forte, quella di ancorare la nostra conoscenza a dati esteriori, tangibili, concreti che possano farci dire "A è così, B predilige questo e quest'altro, C ha sempre fatto quelle determinate cose"; una tendenza che soddisfa il bisogno della nostra mente di trovare punti saldi e schemi certi. Ma questi aspetti - esteriori, tangibili, concreti - sono molto meno essenziali e solidi di quanto crediamo, e anzi spesso mutano con il mutare delle stagioni dell'anno e della vita, mentre si cresce e si evolve, si imparano cose nuove e si scorgono nuove prospettive. Inconsapevoli talvolta che ciò che resta immutato, nella profondità dell'Anima, trascende l'espressione di una caratteristica momentanea.

E tuffandomi nel cuore delle relazioni più importanti della mia vita attuale ho colto la conferma di tutto questo: le relazioni più vive e autentiche - soprattutto quelle di lunga data - si nutrono della gioia e della meraviglia di incontrarsi ogni volta in un nuovo luogo dell'Anima, in una modalità di essere che si evolve e si ramifica, si sviluppa e nuovamente si condensa, in una danza in cui siamo di volta in volta testimoni e protagonisti, ma sempre con una qualità di presenza colma di Amore e di incoraggiamento, in cui coltiviamo e conteniamo reciprocamente lo spazio per l'espressione e la crescita del nostro Sé più vero per dove e per come è ora. Senza aspettative, senza giudizio, senza attaccamento, ma con Presenza, Compartecipazione, Rispetto e Amore. 



mercoledì 27 luglio 2016

Un abbraccio che profuma di eternità

"Si dovrebbe ..." "Sarebbe meglio...." "Non si usa ..." "Non si fa." "Normalmente..."
Quante abitudini. Quanti limiti. Quante credenze limitanti sull'opportunità o meno di certi gesti, di certi doni, di certe parole.
Ma se è l'Amore - quello vero, incommensurabile, disinteressato, con la A maiuscola e il significato immenso - se è quell'Amore a dare origine al nostro comportamento, proprio quei gesti, quei doni, quelle parole, nell'essere liberi dal preconcetto e dalla costrizione, divengono balsamo per l'anima ed espansione del cuore - di chi esprime e di chi riceve. 
E come un fiore che spontaneamente si lascia cadere in uno specchio d'acqua genera cerchi concentrici che si espandono all'infinito, così quell'Amore tuffandosi in un cuore ne inonda altri ed altri ancora, in un abbraccio che profuma di eternità.
Grata per le Anime belle che popolano la mia vita. ♡


mercoledì 22 giugno 2016

Danzare nell'infinito

Scrivevo oggi di legami che trascendono il tempo e lo spazio.

Di quelle certezze che sono la nostra connessione più profonda con il divino.

Di incontri che di casuale hanno solo il modo di essere categorizzati dall'esperienza umana e dal suo affidarsi troppo a quei cinque sensi che si illudono di essere unici.

Scrivevo di presenza vera, di relazioni in cui si è per ciò che si è. Di quell'esserci l'uno per l'altro che sfugge al quotidiano e danza nell'infinito.

Scrivevo, e sentivo. Sentivo da mesi ormai quella nota stonata, quel velo che sembrava essere calato come un'ombra. E scacciavo il pensiero, razionalizzando. 

Ma... sentivo. Lo sentivo.. quel "tremito nella forza". Lo sentivo. Disgraziatamente, lo sentivo.

E in fondo le parole lo hanno solo confermato. Necessarie, ma superflue. Perché già sapevo, già le mani si erano tese, oltre il tempo e lo spazio, strette. 

E avrei voluto esserci di più. Ma al tempo stesso so di esserci stata, a nostro modo, come è giusto e bene che io ci sia. Oltre il tempo, oltre lo spazio. Qui.

Non c'è di più, e non c'è di meno. È già tutto.

Essere, come e dove dovremmo essere. 

Sempre in movimento, sempre in crescita... sempre accanto. Senza pretese, senza ripicche, senza rancori, senza scuse di circostanza, senza "avrei voluto..." o "avresti dovuto...". 

Pura Presenza.

E, nella pulsazione cosmica, la nostra danza.