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lunedì 9 febbraio 2015

Quella responsabilità, grande, di accudire un dono.

Abbiamo una grande responsabilità. Quella di vivere davvero, appieno, di realizzare il nostro destino, ciò che la nostra anima è chiamata a fare ed esprimere in questo mondo, nel transito della nostra vita.
Una responsabilità difficile da compiere, ostacolati come siamo da mille e uno input discordanti, dal flusso delle esperienze che talvolta ci portano altrove, in un altrove in cui non sappiamo come siamo capitati, in cui a stento ci riconosciamo, in cui a lungo andare ci perdiamo.
E noi, noi fortunati o meritevoli, non importa, che ci siamo riacciuffati dall'oblio di una vita che non era la nostra, comunque ciò sia avvenuto, abbiamo una responsabilità ulteriore: vivere appieno, non sprecare questa opportunità, dare tutti noi stessi in questa occasione di essere veramente.
Saper guardare oltre all'ostacolo del momento, saper tenere a freno la paura, saper mostrare compassione per quel nostro entusiasmo che scivola così facilmente nella fragilità. Non siamo soli, siamo in tanti, tante anime che hanno saputo fermarsi, ascoltare, mettere un punto, e cogliere l'occasione - comunque si sia presentata - di andare a capo. E ripartire. 
C'è quell'istante meraviglioso, che molti conosceranno, in cui ti guardi intorno e - siano trascorse settimane, mesi o anni da quando hai messo il famoso punto e sei andato a capo - vedi. Vedi per la prima volta, davvero, cosa hai realizzato in quel periodo di tempo,  in cui a volte ti è pure sembrato di girare in circolo senza trovare una via di uscita, in cui ti sei chiesto se la strada imboccata era quella giusta (sul dover mettere il famoso punto e doverne imboccare una, invece, di dubbi non ne hai magari avuti mai...), in cui forse hai davvero tremato un po'. E quando vedi tutto quello che hai saputo fare e divenire, quando vedi che la svolta tanto agognata quando affogavi nel non-senso di un'esistenza che non sentivi tua, è realmente avvenuta e realmente ti ha riportato in te, quando vedi tutto ciò, in quel momento è cuore che si apre, respiro che si espande, gioia che trabocca, senso di compiutezza che ti avvolge. 
In quel momento la responsabilità diventa grande, ancora. Perché quel dono - ripeto, che tu te lo sia conquistato con lacrime e sangue o con un passaggio in prima classe, poco cambia - di una vita vera, di una vita tua nel senso più bello del termine, non è realtà immutabile iscritta nella pietra, è vita vibrante da coltivare e da amare, da nutrire, da far fruttare per il bene tuo, per il bene di altri, per quel senso più grande che è poi in fondo il motore che ti ha portato fin qui, attraverso le scelte, le critiche, le notti più o meno insonni, il lavoro, l'impegno.
Felici, grati, fortunati e dediti, con anima e cuore, a coltivare bellezza e verità, a dimostrare che sì, si può fare; che sì, gli spazi e le opportunità si creano; che sì, dove ci sono volontà e reale desiderio le cose accadono; che sì, il tutto richiede presenza costante, costante centratura, dedizione totale; che sì, da lì in poi tante altre cose ancora possono accadere.

Un Namasté dal cuore. Profondo, denso, riconoscente.


giovedì 30 ottobre 2014

Se e quando...? ... Ora.

Se e quando pubblicherò questo post vorrà dire che una nuova fase della mia vita sarà sbocciata, timida e delicata, come un bucaneve che solleva il capo in una distesa di candore incontaminato.
Ci saranno emozioni vibranti, timori e incertezze, ma ci sarà luce, quella timida e cristallina del tardo inverno, che gentilmente scioglie la neve e accarezza i petali teneri e inesperti.
Ci sarà un turbinio di attività, un brain-storming continuo, un muoversi frizzante, come champagne spumeggiante non appena il tappo salta via col suo "botto" inconfondibile.
Ci sarà sollievo, ci saranno pensieri, ci sarà calma, ci sarà attenzione focalizzata.
Ora, nel limbo ancora, mi adatto alle pause interminabili, ai tempi lenti, all'andatura compassata di ciò che non ha fretta di arrivare e di mostrarsi. Sto con me stessa, con le emozioni e con l'umore, mi lascio andare al fluttuare incessante dell'esperienza che in ogni istante si rinnova, in ogni istante ci invita a centrarci, a essere responsabili della nostra presenza, del nostro essere.
E'  pratica yoga, questa, intensa e pura. E' attenzione al respiro, all'allineamento, al nostro pulsare al ritmo del cuore e della vita che scorre.
Se e quando pubblicherò questo post vorrà dire che otto anni di lavoro incessante, di dedizione, di coraggio e di passione si saranno condensati in concreta materia. Vorrà dire che avrò vinto fantasmi, paure, insicurezze e che la mia passione e la mia determinazione saranno stati più forti di tutto. Vorrà dire che i sogni, sì, i sogni si realizzano, e che sì, è vero, i pensieri sono l'origine della materia, e che sì, è vero, attraiamo nella nostra vita ciò che è al centro delle nostre emozioni e dei nostri pensieri. Vorrà dire che "volere è potere" e che "crederci sempre, arrendersi mai" non sono vuote formule ma realtà tangibile.
Vorrà dire che mi sarò già prostrata a terra, grata e profondamente, incredibilmente, intensamente felice.


mercoledì 13 novembre 2013

The blog-side of my world

Sono giorni di autunno. Quei giorni di autunno in cui il sole splende ancora della sua luce più bella, per nascondersi poi frettolosamente dietro alle nuvole che colorano di un grigio tenue questo cielo novembrino. Sono giorni in cui molto, se non tutto, sembra tornato in ordine, al suo posto. Sono giorni più quieti, forse i più calmi da mesi, privi di quella tensione che ormai da troppo tempo scandiva il trascorrere del tempo. Sono giorni in cui un timido equilibrio sembra essersi instaurato, tra l'azione e la riflessione, tra il lavoro e il riposo, tra fare ed essere. Il ritmo autunnale, le foglie che cadono, la quieta brezza, la sera che scende sempre prima, quel chiarore un po' freddo, che prelude al buio illuminato  dalle vivaci luci del periodo natalizio, quegli abbozzi timidi di decorazioni, i primi profumi di arancia e di cannella, il rosso e l'oro che compaiono nelle vetrine, i passi lenti sulla strada, la musica di James Blunt.
Ho sempre amato la grazia e i colori di questa stagione, magica, e le emozioni che risveglia, il desiderio di leggere nella calda luce di casa mentre fuori è buio, il the del pomeriggio, i momenti di sospensione tra la vitalità chiassosa dell'estate e le gioiose canzoni natalizie. La voglia di scrivere, il desiderio di condividere. E la gratitudine per aver trovato fonti di ispirazione inesauribili nella mia vita in donne che come me amano scrivere, e scrivere di vita. E amano questa vita nelle sue infinite manifestazioni. E cercano di mostrare sempre quella luce, quella bellezza che c'è negli scorci delle nostre città, negli incontri e nelle relazioni, nei piccoli contrattempi e nei grandi dolori. Un piccolo grande mondo di condivisione tra anime che si incontrano on-line, in quel mondo virtuale di cui non si sa mai bene cosa pensare, ma che in alcuni casi diventa fucina di meravigliose collaborazioni, di condivisioni, di scambi di pensieri e di esperienze. Nel mondo vasto e sempre più interconnesso, piccoli gioielli risplendono un po' ovunque, anche in quei blog pieni di grazia che si ha la fortuna di scoprire, di iniziare a leggere quasi per caso, per poi trovarsi a essere parte di una piccola community di persone che cercano di portare il loro sguardo e il loro entusiasmo un po' ovunque. Letture che ispirano, che fanno sorridere, che comunicano o informano, accompagnate talvolta da immagini altrettanto belle, da colonne sonore che creano atmosfere, o sottolineano quelle già rese dense e tangibili dall'abilità e dal cuore di chi scrive per noi. 
The blog-side of my world, quella parte di un mondo complesso e variegato, in cui tante sono le ispirazioni che creano realtà, dipingono sfumature, trasformano vite e progetti. In questo autunno, in cui i sorrisi affiorano lentamente ma sempre più luminosi, in cui ci si ritrova fuori da una tempesta da cui non si credeva di potersi mai liberare, sentire distintamente il battito delle emozioni, scorgere la bellezza in ogni istante, credere davvero che tutto sia possibile, perché non si è soli a costruire sogni, progetti e futuro, ma si è insieme a un gruppo di persone accorate ed entusiaste, e insieme si danza una coreografia con leggerezza e profondità, e con la stabilità e la fluidità che ogni azione necessita per essere in equilibrio con questo mondo, che in ogni istante ci da l'opportunità di cogliere bellezza e amore, di farli nostri, di dare il meglio di noi stessi per onorarlo appieno.

Una canzone su tutte, per me, in questo autunno colmo di magia:


Namasté.


martedì 9 luglio 2013

Conosco una donna straordinaria...

... che ha fatto di un lavoro l'arte di crescere i bambini. Che rispetta ogni piccolo individuo di cui si occupa con una profondità e una dolcezza incommensurabili. Che sa essere severa, di quella severità giusta, pulita, comprensibile. Che sa valorizzare ogni bambino, aiutarlo a superare le sue difficoltà, potenziare il suoi talenti, arricchire la sua personalità. Che infonde sicurezza a ognuno di loro, accrescendo la loro autostima e serenità.
Che è bravissima, talmente brava, che le rarissime volte che commette un errore, è ineccepibile nell'ammetterlo. Che è sincera, equa, trasparente, competente, corretta, giusta. E simpatica, e ironica. Che ti guarda e ti legge l'anima. Che capisce le persone. Che fa fare ai bimbi esperienze incredibili. Che riconosce l'unicità dell'individuo e l'importanza fondamentale del gruppo. Che dimostra che il lavoro non è dovere, ma una mission, in cui riversare cuore e anima. Che infonde sicurezza al solo guardarla. E rispetto, profondo rispetto. Che è curiosa, creativa, che non esagera. Che conosce l'importanza dei riti di passaggio, li celebra, e con questo da spazio allo svolgersi anche simbolico della crescita. Che mi ha insegnato tanto, tantissimo e a cui devo molto, moltissimo.
Conosco Z., una donna straordinaria.
Namasté.