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venerdì 20 febbraio 2015

When everything falls into place

Inutile nasconderlo: è un periodo bello per me.
Come si dice in inglese "when everything falls into place"... e tutto ora è lì, dove è bello che sia.
E tutto scorre, e tutto ruota, nell'immensità delle possibilità che ogni istante la vita ci offre.
E proprio in onore e per amore di questo turbinio, per riconoscenza e gratitudine per ciò che avviene, mi sono fatta un grande regalo e una grande promessa all'inizio di questo anno, un anno che profuma di nuovo e di movimento: di andare ancora più a fondo di ciò che sono, di riconnettermi sempre più con l'essenza che scorre in me, di concedermi ciò di cui per troppo tempo mi sono privata: esprimermi di nuovo e ancora con la forma di espressione che è stata sin dall'infanzia la mia prima vera voce, il mio mondo fantastico, la mia passione, le mie ore di totale felicità, il compimento e l'espressione profonda di me. E ora è tutto qui, il materiale, e sono tutti qui i colori, e c'è già una community variopinta con cui condividere, e un'insegnante deliziosa da cui re-imparare... E c'è il motivo per cui ho scelto di imbarcarmi, ora, in tutto questo: l'impaccio, la sensazione di un freno che trattiene la mia creatività dall'esplodere sulla carta o sulla tela. E c'è la frustrazione dei primi momenti, quando parti speranzoso e approdi un po' deluso. E c'è l'accettazione serena del gioco che si svolge nell'anima, quell'anima che forse non ha ancora il coraggio di involarsi e si trincera dietro al conosciuto ritornello "tanto non ha senso", e invece la consapevolezza che c'è tanto senso, grande senso, in tutto questo. E c'è il momento in cui mischi tutti i colori che avevi spremuto sulla tavolozza, pensando già a quando riproverai, domani o più tardi, e distrattamente pulisci i pennelli sulla carta prima di andare a lavarli... e il cuore un poco si rinfranca, di fronte a tratti che ti parlano, un timido linguaggio, ma sono lì... e un po' ti piacciono, nella loro semplice essenzialità, e non è nulla... ma è quel sorriso dell'infanzia che torna, e una piccola breccia si apre... ♡



giovedì 30 ottobre 2014

Se e quando...? ... Ora.

Se e quando pubblicherò questo post vorrà dire che una nuova fase della mia vita sarà sbocciata, timida e delicata, come un bucaneve che solleva il capo in una distesa di candore incontaminato.
Ci saranno emozioni vibranti, timori e incertezze, ma ci sarà luce, quella timida e cristallina del tardo inverno, che gentilmente scioglie la neve e accarezza i petali teneri e inesperti.
Ci sarà un turbinio di attività, un brain-storming continuo, un muoversi frizzante, come champagne spumeggiante non appena il tappo salta via col suo "botto" inconfondibile.
Ci sarà sollievo, ci saranno pensieri, ci sarà calma, ci sarà attenzione focalizzata.
Ora, nel limbo ancora, mi adatto alle pause interminabili, ai tempi lenti, all'andatura compassata di ciò che non ha fretta di arrivare e di mostrarsi. Sto con me stessa, con le emozioni e con l'umore, mi lascio andare al fluttuare incessante dell'esperienza che in ogni istante si rinnova, in ogni istante ci invita a centrarci, a essere responsabili della nostra presenza, del nostro essere.
E'  pratica yoga, questa, intensa e pura. E' attenzione al respiro, all'allineamento, al nostro pulsare al ritmo del cuore e della vita che scorre.
Se e quando pubblicherò questo post vorrà dire che otto anni di lavoro incessante, di dedizione, di coraggio e di passione si saranno condensati in concreta materia. Vorrà dire che avrò vinto fantasmi, paure, insicurezze e che la mia passione e la mia determinazione saranno stati più forti di tutto. Vorrà dire che i sogni, sì, i sogni si realizzano, e che sì, è vero, i pensieri sono l'origine della materia, e che sì, è vero, attraiamo nella nostra vita ciò che è al centro delle nostre emozioni e dei nostri pensieri. Vorrà dire che "volere è potere" e che "crederci sempre, arrendersi mai" non sono vuote formule ma realtà tangibile.
Vorrà dire che mi sarò già prostrata a terra, grata e profondamente, incredibilmente, intensamente felice.


martedì 19 febbraio 2013

Contaminazioni

La linfa della vita.
Contaminiamoci.
Incontriamoci.
Scambiamoci energia, vita, passioni, visioni. Lasciamo che altro entri in noi, nella nostra vita, nelle nostre di visioni. Lasciamo che le nostre passioni si contaminino tra loro, che il nostro mondo interno si fonda, si rimescoli, si unisca profondamente nella sua varietà multiforme, godiamo della diversità nell'unità.
Accadono cose, continuamente, cose meravigliose. Viviamole.
Ho ballato tanto questa settimana. Tanto, come non ballavo da anni. Tantissimo, con gioia, entusiasmo, felicità. In più occasioni. Con amici vecchi e nuovi, ridendo, scatenandoci nella gioia liberatoria che il ballo sa veicolare così bene. 
E ho riso. Riso come non mai. E fatto ridere. Fino alle lacrime.
E comunicato le mie passioni, le mie idee, lasciando che si imbevessero dell'atmosfera, dei suoni e della luce dei luoghi che ho attraversato e dell'energia delle persone che erano con me. Facendo entrare la loro vita, il loro essere, i loro sguardi, le loro parole. E lasciando che tutte queste contaminazioni tra esperienze, pratica, arte, pensiero, emozioni, musica, amore, amicizia e discorsi semiseri si estrinsecassero, e mi ispirassero, ancora e di nuovo. E così, in ogni istante vedere tutto, ancora, sotto una nuova luce. Vedere nuove prospettive. Sentire pulsare nuove idee, nuove possibilità. E sorridere del passato, cancellarlo con un colpo di spugna, con un abbraccio e una risata. E aver voglia di portare in giro quell'energia, regalarla negli incontri, in quelli brevi e in quelli duraturi, con leggerezza e spontaneità. Senza prendersi troppo sul serio. Cantando i Green Day - "Stray Heart", ballando sulle tribune di una piscina, fischiettando mentre si cammina, ascoltando emozionati Jeff Buckley - "Hallelujah", improvvisando per strada un passo di danza alla "Saranno Famosi". E contaminandosi, con cio che si vede e si incontra, con tutto ciò che emoziona. Col cuore leggero, e con un'aura di felicità. Rimescolando tutto, ancora ed ancora.