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giovedì 13 marzo 2014

#EnergizeYourHome

Casa.
Rifugio, nido, accoglienza, famiglia, amici, musica, silenzio, letto, cucina, divano, libri, fiori, riposo, sorrisi, tessuti, profumi, luce, buio... 
La nostra casa. Il nostro ambiente, quella porzione di mondo che è nostra, in cui ci svegliamo la mattina, a cui ci affidiamo la notte, in cui trascorriamo più o meno tempo a seconda delle nostre attività e abitudini, in cui ci sono le nostre cose, in cui crescono i nostri sogni, si sfogano le nostre frustrazioni, in cui viviamo senza filtri (o con meno filtri), in cui condividiamo l'amore, i progetti, le paure, le speranze.
La nostra casa, grande o piccola, antica o moderna, nel verde o nel centro di una città trafficata. La nostra casa che siamo abituati a vedere come un luogo in cui abitiamo, in cui conserviamo le nostre cose, teatro delle nostre vite e vicende, ma che forse raramente consideriamo come una parte integrante di noi stessi, nel senso più vivo e più profondo.
Eppure, la nostra casa proprio questo è, una parte integrante di noi stessi, la cui energia risuona e interagisce profondamente con la nostra, il cui stato di benessere si riverbera nel nostro stesso star bene nel senso più estensivo del termine. 
Così, lo stato di salute della nostra casa è un bene davvero prezioso, qualcosa di cui è importante prenderci cura, con attenzione e con consapevolezza. Spesso però la fretta, la mole di lavoro, la carenza di tempo, gli impegni, le distrazioni, la vita nel suo dispiegarsi non ci consentono di occuparci della nostra abitazione come sarebbe opportuno. E così si origina il disordine, gli armadi si riempiono, i piani di appoggio accolgono materiali e documentazione che man mano li sommergono... e senza rendercene conto il nostro ambiente accumula fatica e "tossine", un po' come quando il nostro corpo trattiene scorie che impattano negativamente sul nostro livello energetico.
Il mese scorso ci siamo occupati di detox, e abbiamo messo in atto alcuni piccoli accorgimenti per detossinare il nostro corpo e la nostra mente, così da consentire all'energia di fluire più liberamente e  di rinvigorire tutto il nostro organismo. 
Questo mese rivolgeremo la nostra attenzione alla nostra casa, all'ambiente più prossimo a noi, e, soprattutto, a quell'ambiente su cui il nostro potere di intervento si può manifestare più agevolmente, offrendo risultati evidenti e immediati.
Perché ora? Perché la primavera è momento elettivo per tutto ciò che implica rinascita, rinnovamento, fioritura, alleggerimento. Perché le nostre nonne, e le nostre bisnonne prima di loro, si sono sempre dedicate con vigore alle "pulizie di primavera". Perché anche in tradizioni millenarie come il feng shui la primavera è considerata un momento propizio per occuparsi del riequilibrio e del rinnovamento energetico della nostra casa.
Ci avvicineremo così allo sbocciare della primavera con qualche piccolo consiglio per occuparci dei nostri ambienti in modo semplice e piacevole. Molti di noi già lo fanno spontaneamente (diciamolo: già solo il sole che inonda le stanze e mette in evidenza accumuli di carta e di polvere costituisce grande stimolo a dare una sana rassettata) come abitudine acquisita oppure in preda a periodici raptus improvvisi della serie "qui è ora di ribaltare casa e sistemarla": per loro i suggerimenti che daremo potranno magari essere scontati, ma potranno altresì costituire dei piccoli promemoria per la loro "to do list". Per chi invece è meno appassionato dell'argomento, l'unione fa la forza, e dedicare insieme qualche ora del nostro tempo a curare e abbellire il nostro ambiente può essere uno stimolo a far proprie certe abitudini.
L'argomento è vastissimo, tanta la letteratura, tanti i consigli di buon senso e le tradizioni familiari: non ci avventureremo nel dettaglio di tecniche complesse, di trucchi della nonna, di risvolti psicoanalitici intricati. Cercheremo solo di dare qualche indicazione pratica che tenga conto anche dei fondamentali aspetti energetici connessi alle azioni che stiamo compiendo e degli effetti emotivi e psicologici che il prendersi cura della nostra casa ha sulla nostra persona.
Appuntamento quindi sulla Pagina Facebook per il nostro Progetto #EnergizeYourHome!


sabato 28 dicembre 2013

Duemilaecredici

Il mio diario personale dell'anno scorso si chiudeva con una pagina intitolata "Grazie 2012" in cui avevo condensato i miei pensieri di gratitudine per un anno che era stato straordinario, particolarmente bello e intenso. 
Oggi sono qui, a pochi giorni dalla conclusione del 2013, altrimenti chiamato da molti "duemilaecredici", e mi sento di dire con profonda consapevolezza: un anno di una bellezza e di una potenza incredibili. 
Io ci ho creduto fino in fondo, a tutto, a tutto ciò che ho fatto, scelto, sofferto, creato, pensato, amato, temuto, coltivato, vissuto. Non è stato un anno facile, ma non ho mai smesso di credere, mai, nemmeno per un istante, nella bellezza di questo Universo, nell'energia che tutto crea e tutto permea, nella forza dell'Amore, nell'importanza della parola "insieme", nella bellezza dei sogni, nello yoga come mia via elettiva, nel cielo e nelle stelle. Corpo e mente hanno vacillato, pericolosamente, ma il cuore non ha smesso un solo istante di essere forte, presente, determinato. E il cuore, alla fine ha saputo sconfiggere demoni e paure, dolore e debolezza, vincere momenti di sconforto e gioire pienamente nei tanti attimi sospesi nel tempo e così incredibilmente belli da lasciare senza fiato.
Il mio cuore oggi quasi esplode di gratitudine, per le tante belle persone che sono arrivate o tornate nella mia vita (voi, quelle tornate, siete un dono così prezioso, così ricco di significato da commuovermi sempre), e per la serenità con cui ha saputo lasciare andare chi doveva andare per la sua strada, per la bellezza del percorso che ho intrapreso e che mi sta facendo crescere di giorno in giorno, per le tante piccole cose belle che costellano le mie giornate, per la generosità di Amici veri, per gli incontri con anime belle, per la musica che tanto amo e tanto mi da, per gli sguardi commossi delle persone a cui ho avuto l'onore di poter donare qualcosa, sfiorare l'anima, regalare un sorriso.
Un anno di risate, di emozioni forti condivise fortemente, di paure da vincere insieme, di mani da stringere, di abbracci che curano, di parole importanti, di silenzi densi. 
Ora mi accingo a concluderlo nell'abbraccio di persone meravigliose, che mi hanno cambiato la vita, a cui devo molto di quanto ho appreso e realizzato in questi ultimi anni. E mentre sarò con loro, il mio cuore sarà in ogni luogo insieme alle tante altre persone che costellano la mia vita e che con il loro affetto e con la loro presenza illuminano il mio cuore, la mia anima, la mia strada.
Tutti profondamente, intensamente, indissolubilmente interconnessi.
It's pure love.


venerdì 7 giugno 2013

La sostenibile leggerezza di essere

Impronte. Quelle che lasciamo sul nostro pianeta, con il nostro atteggiamento di padroni della Terra, che abbiamo progressivamente stravolto.
Impatto. Quello che abbiamo sull'ambiente con i nostri consumi e il nostro stile di vita, i nostri "bisogni", i nostri capricci.
Lasciare un segno. Spesso desideriamo farlo: lasciare il segno con il nostro operato, i nostri comportamenti, le nostre parole.
Colpire al cuore. Una persona, per conquistarla o per ferirla.
Marchiare a fuoco. Esperienze che indelebilmente entrano a far parte di noi, come cicatrici sulla pelle.
Quante parole, quanti modi di dire che rimandano alla forza che possiamo, sappiamo e, spesso, vogliamo imprimere al nostro essere e agire. L'idea di lasciare un segno indelebile ci affascina, ci pare importante, spesso a fin di bene e con le migliori intenzioni. Di per sé, come quasi tutto del resto, non è una cosa brutta, e anzi, pensiamo a quante persone con i segni che hanno lasciato o che tutt'ora lasciano abbiano contribuito a rendere questo un Mondo bello, magico, artistico, musicale, colmo di bellezza e di meraviglie.
Eppure, oggi il mio sguardo si rivolge spontaneamente alla levità, a quella qualità dell'agire e dell'essere che non lascia impronte, che non impatta, che non si concretizza in segni e marchi.
La leggerezza di una piuma che si libra nell'aria, dei petali di ciliegio sospinti dal vento, del volo di una farfalla, dell'ondeggiare dei fiori nei prati carezzati dalla brezza, del mare che lambisce la riva con dolcezza, dello zucchero a velo sparso sulla torta, dei sorrisi spontanei, delle nuvole rosa al tramonto.
La leggerezza di una posa di yoga, quando nel muoverti diventi posa senza nemmeno accorgerti, quanto in trikonasana ti senti radicato a terra e sospinto verso il cielo e il corpo perde peso e compattezza per rivelare il suo essere un campo energetico vibrazionale. Quando in savasana perdi i confini, ti fondi col tutto, ti senti davvero Uno con l'energia intorno a te.
La leggerezza di non volersi fare incasellare in definizioni, di essere libera di scegliere, di parlare e di tacere, di non temere i giudizi, gli sguardi, i preconcetti.
Si muovono, intorno, persone dal passo pesante. Dicono parole, che come macigni tentano di dare una conformazione stabile al terreno su cui ci muoviamo. Esprimono desideri e giudizi, cercando di fissare un profilo, etichettare un modo di essere. In mezzo a questo tentativo di addensare l'esperienza, muoversi con leggerezza. Essere qui. E un momento dopo là. Divenire inafferrabili, liquidi, lasciarsi fluire come acqua nell'esperienza, nell'eterno qui e ora in cui si dipana la vita. Leggeri come acqua che zampilla tra le rocce, che rifrange la luce in mille arcobaleni, che gioiosa esprime tutta la sua vitalità.
Donare questa leggerezza, questo muoversi col passo felpato di un gatto che sinuoso attraversa i tetti, a se stessi e agli altri. Incarnare la leggerezza, divenendo morbidi, fluidi, trasparenti. Cosicché l'aria, l'energia ci possano attraversare, e noi vivificati possiamo a nostra volta elargire gioia e leggerezza.


domenica 17 marzo 2013

Scintille

Il cielo di Roma in cui si riverbera il mare. La vicinanza tangibile degli amici. Chi sogna insieme a me. Chi crede insieme a me. Non voler scendere a compromessi, ma vivere ciò che si ama come merita di essere vissuto. Scegliere un'altra onda, e per ora restare in rada a guardare il mare agitato all'orizzonte. Sapersi protetta, stretta in un saldo abbraccio. Ridere, tanto, fino alle lacrime. Ascoltare canzoni che emozionano. Sentire l'energia di ciò che c'è, di ciò che si è creato, del frutto delle proprie azioni. Amare ogni istante. Ogni singolo, meraviglioso, irripetibile istante.

martedì 19 febbraio 2013

Contaminazioni

La linfa della vita.
Contaminiamoci.
Incontriamoci.
Scambiamoci energia, vita, passioni, visioni. Lasciamo che altro entri in noi, nella nostra vita, nelle nostre di visioni. Lasciamo che le nostre passioni si contaminino tra loro, che il nostro mondo interno si fonda, si rimescoli, si unisca profondamente nella sua varietà multiforme, godiamo della diversità nell'unità.
Accadono cose, continuamente, cose meravigliose. Viviamole.
Ho ballato tanto questa settimana. Tanto, come non ballavo da anni. Tantissimo, con gioia, entusiasmo, felicità. In più occasioni. Con amici vecchi e nuovi, ridendo, scatenandoci nella gioia liberatoria che il ballo sa veicolare così bene. 
E ho riso. Riso come non mai. E fatto ridere. Fino alle lacrime.
E comunicato le mie passioni, le mie idee, lasciando che si imbevessero dell'atmosfera, dei suoni e della luce dei luoghi che ho attraversato e dell'energia delle persone che erano con me. Facendo entrare la loro vita, il loro essere, i loro sguardi, le loro parole. E lasciando che tutte queste contaminazioni tra esperienze, pratica, arte, pensiero, emozioni, musica, amore, amicizia e discorsi semiseri si estrinsecassero, e mi ispirassero, ancora e di nuovo. E così, in ogni istante vedere tutto, ancora, sotto una nuova luce. Vedere nuove prospettive. Sentire pulsare nuove idee, nuove possibilità. E sorridere del passato, cancellarlo con un colpo di spugna, con un abbraccio e una risata. E aver voglia di portare in giro quell'energia, regalarla negli incontri, in quelli brevi e in quelli duraturi, con leggerezza e spontaneità. Senza prendersi troppo sul serio. Cantando i Green Day - "Stray Heart", ballando sulle tribune di una piscina, fischiettando mentre si cammina, ascoltando emozionati Jeff Buckley - "Hallelujah", improvvisando per strada un passo di danza alla "Saranno Famosi". E contaminandosi, con cio che si vede e si incontra, con tutto ciò che emoziona. Col cuore leggero, e con un'aura di felicità. Rimescolando tutto, ancora ed ancora.