Il mondo ci parla. Continuamente. L'universo è in costante, profonda comunicazione con ognuno di noi, ci invia messaggi, più o meno chiari e intelleggibili, ma comunica con noi. E ciò che ha da comunicarci ha sempre un grande valore. E in questo contesto emerge, ancora e di nuovo, l'importanza dell'ascolto, qualità indispensabile, fondamentale nel nostro relazionarci col mondo, e con noi stessi. Ma si palesa anche la rilevanza del coraggio. Perchè a volte ci vuole coraggio nel cogliere il valore pieno di ciò che ci viene comunicato, e ancor più, dopo averlo inteso, nel scegliere come agire, come muoversi, da lì in poi. Scegliere se affidarsi al nuovo o se preferire ignorare la comunicazione. Ascolto, coraggio, presenza. La presenza a se stessi. Esserci, mentre si ascolta, esserci davvero, pienamente centrati, mentre si coglie la profondità del messaggio, esserci completamente con i sensi, le emozioni, la mente. Esserci senza pregiudizi e preconcetti, pronti ad accogliere le nostre risposte, i moti dell'anima e del corpo, l'emergere delle emozioni. Liberi quindi di ascoltare, di ascoltarci e di scegliere. E poi lasciarsi andare, affidarsi all'universo e a sè, concedersi di pienamente entrare nell'esperienza, nell'inconoscibile, se è ciò che abbiamo scelto, fluire. Con presenza. Perchè l'universo non smette di comunicare, e nella fluidità e mutevolezza è importante cogliere le vibrazioni, restare ricettivi, aperti, in costante interscambio e comunicazione con il Tutto. Così, anche compiuta la scelta, ogni cosa nuovamente ha da essere e divenire, e in ogni istante essere pronti al mutamento, pronti all'ascolto, alla scelta, a lasciare andare. Senza fermare la mente in nessun luogo. Senza aspettative, attese, proiezioni. Vivendo, assaporando, stando nell'esperienza, così com'è. E nello "stare" cogliere il mutamento incessante, fluire con esso, insieme a esso mutare, con mente libera, cuore aperto, presenza constante.
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sabato 12 gennaio 2013
venerdì 28 dicembre 2012
Affidarsi e fluire
Serendipity... È un momento così, magico, incredibile. Mi accadono cose, di continuo, cose belle, insolite, significative. È tutto un muoversi e un connettersi. C'è chi lo chiama caso, chi coincidenze. Io lo chiamo serendipity. E mi godo questo viavai, questo incrocio continuo di persone, avvenimenti, messaggi, vite. Vite che si incontrano, si fondono, si plasmano, si sfiorano, si scambiano occhiate furtive o sprofondano in sguardi intensi, duraturi, ravvicinati. Vite che danzano, energia che si muove, persone che si incontrano, si avvicinano, si ritrovano. Magari si lasceranno di nuovo, per tornare. Oppure no. Perché poi tutto scorre, ma nel contempo tutto resta. E farsi cullare da tutto questo è beatitudine, serenità, fiducia. Io mi fido, ora, di questo movimento. Un movimento lieve, ma intenso. Mi lascio cullare, mi lascio vivere, lascio che avvenga, mi lascio andare. Mi affido.
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