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giovedì 30 ottobre 2014

Se e quando...? ... Ora.

Se e quando pubblicherò questo post vorrà dire che una nuova fase della mia vita sarà sbocciata, timida e delicata, come un bucaneve che solleva il capo in una distesa di candore incontaminato.
Ci saranno emozioni vibranti, timori e incertezze, ma ci sarà luce, quella timida e cristallina del tardo inverno, che gentilmente scioglie la neve e accarezza i petali teneri e inesperti.
Ci sarà un turbinio di attività, un brain-storming continuo, un muoversi frizzante, come champagne spumeggiante non appena il tappo salta via col suo "botto" inconfondibile.
Ci sarà sollievo, ci saranno pensieri, ci sarà calma, ci sarà attenzione focalizzata.
Ora, nel limbo ancora, mi adatto alle pause interminabili, ai tempi lenti, all'andatura compassata di ciò che non ha fretta di arrivare e di mostrarsi. Sto con me stessa, con le emozioni e con l'umore, mi lascio andare al fluttuare incessante dell'esperienza che in ogni istante si rinnova, in ogni istante ci invita a centrarci, a essere responsabili della nostra presenza, del nostro essere.
E'  pratica yoga, questa, intensa e pura. E' attenzione al respiro, all'allineamento, al nostro pulsare al ritmo del cuore e della vita che scorre.
Se e quando pubblicherò questo post vorrà dire che otto anni di lavoro incessante, di dedizione, di coraggio e di passione si saranno condensati in concreta materia. Vorrà dire che avrò vinto fantasmi, paure, insicurezze e che la mia passione e la mia determinazione saranno stati più forti di tutto. Vorrà dire che i sogni, sì, i sogni si realizzano, e che sì, è vero, i pensieri sono l'origine della materia, e che sì, è vero, attraiamo nella nostra vita ciò che è al centro delle nostre emozioni e dei nostri pensieri. Vorrà dire che "volere è potere" e che "crederci sempre, arrendersi mai" non sono vuote formule ma realtà tangibile.
Vorrà dire che mi sarò già prostrata a terra, grata e profondamente, incredibilmente, intensamente felice.


giovedì 20 marzo 2014

Del diritto inalienabile di essere fragili (e anche un po' "a pezzi"...)

Ti è mai successo?
Tiri, tiri, tiri fino al limite, finché la corda quasi non si spezza. Lavori in vista di un obiettivo, L'Obiettivo, quel sogno che è summa di una vita, quel fine per cui ti sei dotato di mezzi. E ti prodighi, ti lanci con entusiasmo, lavori giorno e notte, mantieni vivi ed elevati entusiasmo e fiducia, gli ingredienti fondamentali per la concretizzazione delle nostre visioni.
Poi arriva quel punto in cui il tutto esce (forse anche solo temporaneamente) dal tuo controllo, e non ti resta che lasciare andare, lasciare che avvenga. E nel frattempo, magari, accadono cose, quei piccoli contrattempi che incutono timore e risvegliano preoccupazione. Certo che sai che è importante, soprattutto ora, mantenere fiducia e serenità, ma tra il sapere e l'essere c'è di mezzo quella distesa di pratica, di consapevolezza, di centratura, che se anche hai fatto tue, nel momento dell'emotività più intensa possono un poco sfuggire o giungere in ritardo. Perché alla paura il nostro cervello è fortemente recettivo (un'emozione, la paura, il cui valore adattivo è innegabile, a piccole e pertinenti dosi) e basta poco perché ci si perda in meandri da cui uscire può talvolta risultare arduo.
Ma, senza recriminazioni. Perché c'è sempre da tenere presente che siamo umani, umani sulla strada della consapevolezza, umani evoluti e attenti, ma pur sempre umani. Col "dovere", se non altro verso noi stessi, di porci con misura e con presenza nelle situazioni, anche in quelle più difficili, ma col diritto di essere fragili, di vacillare, di crollare finanche. Si, vacillare e crollare come inalienabile diritto di un'umanità vera e partecipe. 
Come scrive saggiamente Paulo Coelho ne Il Manuale del Guerriero della Luce: "Ciò che fa annegare non é l’immersione, ma il fatto di rimanere sott’acqua." Non è nel crollo che si realizza la nostra disfatta. Anzi, nel crollo magari c'è quell'ennesima opportunità di crescita che è occasione e sviluppo ed evoluzione. Quel diritto a sentirsi fragili, impauriti, timorosi, "a pezzi": sensazioni vive, che rimpiangere non avrebbe senso alcuno. Bello-brutto, gioia-dolore: la vita  è fatta di dicotomie che  si rincorrono, alternandosi. Come hai accolto l'entusiasmo, la forza, la fiducia imperitura (o che credevi tale), così accogli la debolezza, il dubbio, la delusione, con il rispetto che meritano. Solo così sarai davvero in sintonia con te stesso, solo così darai alla tua persona la possibilità di riposare nelle proprie emozioni e di abbracciare anche la debolezza, di curarla con amore e pazienza, per riemergere e risorgere a nuova forza e a nuove possibilità.


venerdì 10 gennaio 2014

Fate, yoga e polvere di stelle...

Come nelle favole, o nei migliori e più ispirati lungometraggi della Disney. Come nei sogni, o nei giochi dei bambini. Come nell'immaginazione e nella letteratura, anglosassone e nordica soprattutto.
Quell'immaginario di boschi incantati, di stelle scintillanti in cieli scuri scuri, e di lune enormi, di un bianco abbagliante, e di gocce di rugiada magiche che imperlano le foglie all'alba. Quel mondo di elfi dall'abito di un candore etereo che si muovono lentamente, con eleganza innata nei gesti e nei pensieri, e di fatine dei boschi che con le loro bacchette magiche e la loro polvere di stelle tramutano i sogni in realtà, l'orrore in splendore, la morte in vita.

Immagine dal web
Così, portare gioia e amore nell'ambiente intorno a sé è come muoversi in quel mondo incantato, come fate che leggere, inconsistenti quasi, ma potenti e luminose, possono fare piccole quotidiane magie, intessere di fili dorati e di pietre luccicanti una trama preziosa, un velo incantato che dapprima avvolge, e che poi si fonde con l'anima, illuminandola di luce nuova. Quella magia, di cui lo yoga è un'espressione, quella delicatezza di accostarsi al corpo, alle sue resistenze, a quelle della mente, alle paure del cuore, ai limiti presunti e immaginati, e di adattarsi al corpo, di compenetrarlo lentamente, di divenire parte di lui, pratica dopo pratica, e di entrare, così, nel profondo dello spirito, e di trasformare, trasformare profondamente ognuno di noi, rendendoci parte e veicolo di quella delicata magia, quella dello sconfinato Amore per il Tutto di cui siamo parte integrante, viva, essenziale. Anime come fate che sfiorano con delicatezza ogni cosa, e come in un susseguirsi morbido di onde nel mare, la magia si espande, le perle di rugiada si inseguono lungo i fili d'erba di quel regno incantato, polvere di stelle vibra nell'aria, una luce morbida e viva tutto avvolge.



mercoledì 1 gennaio 2014

Lokah Samastah Sukhino Bhavantu

"May all beings everywhere be happy and free, and may the thoughts, words, and actions of my own life contribute in some way to that happiness and to that freedom for all."

Il nostro 2014 è iniziato all'insegna di questo mantra, nella splendida versione di Girish ("Diamonds in the Sun"), colonna sonora insieme a "Ordinary Love" delle nostre pratiche di fine anno, in quel luogo incantato che è la Locanda del Gallo in Umbria.

Felicità e amore, libertà e benessere: valori universali che sussumono ciò che davvero conta e che davvero arricchisce e nutre le nostre anime e le nostre vite. 

Così, un 2014 da vivere con l'intenzione, profondamente radicata nella mente e nel cuore, di diffondere amore e felicità, di condividere benessere e gioia, nella totale libertà di essere e di esperire.

Così, l'augurio per un 2014 che sia colmo di bellezza, di gioia, di serenità, di amore, di libertà, di coraggio, di fiducia, di leggerezza, di sogni che dal regno del possibile si condensano e diventano realtà, la nostra realtà.

Namasté.





mercoledì 13 novembre 2013

The blog-side of my world

Sono giorni di autunno. Quei giorni di autunno in cui il sole splende ancora della sua luce più bella, per nascondersi poi frettolosamente dietro alle nuvole che colorano di un grigio tenue questo cielo novembrino. Sono giorni in cui molto, se non tutto, sembra tornato in ordine, al suo posto. Sono giorni più quieti, forse i più calmi da mesi, privi di quella tensione che ormai da troppo tempo scandiva il trascorrere del tempo. Sono giorni in cui un timido equilibrio sembra essersi instaurato, tra l'azione e la riflessione, tra il lavoro e il riposo, tra fare ed essere. Il ritmo autunnale, le foglie che cadono, la quieta brezza, la sera che scende sempre prima, quel chiarore un po' freddo, che prelude al buio illuminato  dalle vivaci luci del periodo natalizio, quegli abbozzi timidi di decorazioni, i primi profumi di arancia e di cannella, il rosso e l'oro che compaiono nelle vetrine, i passi lenti sulla strada, la musica di James Blunt.
Ho sempre amato la grazia e i colori di questa stagione, magica, e le emozioni che risveglia, il desiderio di leggere nella calda luce di casa mentre fuori è buio, il the del pomeriggio, i momenti di sospensione tra la vitalità chiassosa dell'estate e le gioiose canzoni natalizie. La voglia di scrivere, il desiderio di condividere. E la gratitudine per aver trovato fonti di ispirazione inesauribili nella mia vita in donne che come me amano scrivere, e scrivere di vita. E amano questa vita nelle sue infinite manifestazioni. E cercano di mostrare sempre quella luce, quella bellezza che c'è negli scorci delle nostre città, negli incontri e nelle relazioni, nei piccoli contrattempi e nei grandi dolori. Un piccolo grande mondo di condivisione tra anime che si incontrano on-line, in quel mondo virtuale di cui non si sa mai bene cosa pensare, ma che in alcuni casi diventa fucina di meravigliose collaborazioni, di condivisioni, di scambi di pensieri e di esperienze. Nel mondo vasto e sempre più interconnesso, piccoli gioielli risplendono un po' ovunque, anche in quei blog pieni di grazia che si ha la fortuna di scoprire, di iniziare a leggere quasi per caso, per poi trovarsi a essere parte di una piccola community di persone che cercano di portare il loro sguardo e il loro entusiasmo un po' ovunque. Letture che ispirano, che fanno sorridere, che comunicano o informano, accompagnate talvolta da immagini altrettanto belle, da colonne sonore che creano atmosfere, o sottolineano quelle già rese dense e tangibili dall'abilità e dal cuore di chi scrive per noi. 
The blog-side of my world, quella parte di un mondo complesso e variegato, in cui tante sono le ispirazioni che creano realtà, dipingono sfumature, trasformano vite e progetti. In questo autunno, in cui i sorrisi affiorano lentamente ma sempre più luminosi, in cui ci si ritrova fuori da una tempesta da cui non si credeva di potersi mai liberare, sentire distintamente il battito delle emozioni, scorgere la bellezza in ogni istante, credere davvero che tutto sia possibile, perché non si è soli a costruire sogni, progetti e futuro, ma si è insieme a un gruppo di persone accorate ed entusiaste, e insieme si danza una coreografia con leggerezza e profondità, e con la stabilità e la fluidità che ogni azione necessita per essere in equilibrio con questo mondo, che in ogni istante ci da l'opportunità di cogliere bellezza e amore, di farli nostri, di dare il meglio di noi stessi per onorarlo appieno.

Una canzone su tutte, per me, in questo autunno colmo di magia:


Namasté.


mercoledì 23 ottobre 2013

Step out in the world... shimmering stars are waiting for you

L'ispirazione sono loro: donne e uomini, i loro sogni e il loro metterli al mondo.
Donne e uomini che non si accontentano, oppure che fan di necessità virtù, o che semplicemente vivono l'urgenza di fare e di esprimersi.
L'ispirazione è una giovane donna bella, fortunata e capace, che vive una vita e svolge un'attività che molti definirebbero già "da sogno", che però, no, non si ferma: ha un sogno, un sogno altro rispetto a quanto già ha realizzato, e senza rimpiangere nulla, ma anzi continuando ad amare il suo lavoro, moltiplica gli sforzi (e magicamente anche il tempo) e usando al meglio il trampolino che la vita le ha offerto e che lei ha saputo negli anni rendere ancora più flessibile, si lancia a capofitto nel perseguimento di quel sogno, cogliendo ogni occasione, cavalcando ogni possibilità, sicura, conscia e consapevole che quel sogno è già realtà.
L'ispirazione è un uomo, cui la vita ha improvvisamente tolto quasi tutto... e lui quel tutto semplicemente se l'è ripreso, in altra forma, totalmente in altra forma, facendo di necessità virtù, entrando nel mondo della spiritualità, studiando e approfondendo... e ora cammina sicuro lungo un percorso in cui crede, sviluppando progetti che portano del bene dove più ce n'è bisogno, con gli occhi brillanti di entusiasmo e il sorriso sereno di chi è esattamente dove vorrebbe essere.
L'ispirazione è un ex militare: anch'egli ha abbracciato stretto un mondo, quello dello yoga, ma con un abbraccio colmo di ironia e di voglia di ridere, di ridere un po' di tutto... e il suo humour è contagioso, illumina le giornate di molti, ridimensiona le preoccupazioni di altri.
L'ispirazione è un artista, un artista senza eguali, dotato di una sensibilità incredibile, di una conoscenza profonda dell'animo e del corpo umano, di un talento puro e originale. Un artista che potrebbe sedersi sugli allori, comodamente accettare compromessi, sfruttare biecamente un sistema che potrebbe portarlo molto in alto. Ma quella vetta non gli interessa. Sogna altro, sogna meglio. E accetta consapevolmente lo sforzo e la fatica e la lentezza di un processo lungo e difficile pur di non tradire il suo sogno, la sua anima, il suo talento, la sua visione.
L'ispirazione è una donna che non sa ancora bene se domani il suo impiego ci sarà ancora, ma che con cuore coraggioso e solida fede non perde il sorriso e nemmeno la voglia di condividere contenuti e sapienza, di partecipare alle gioie degli amici, di dedicarsi alla sua attività preferita, che poi è il suo sogno, e di investire in questa, perché se "del doman non c'è certezza" nell'oggi ancora si può scegliere, e lei sceglie di non arrendersi... consapevole che perseveranza e amore saranno premiati.
L'ispirazione sono loro e tutti quelli come loro, che con entusiasmo e dedizione ci guardano con occhi limpidi e luminosi, e che con un sorriso ci tendono la mano e ci invitano a uscire nel mondo con i nostri di sogni, per portarli allo scoperto, per viverli e condividerli.
Namasté.



mercoledì 2 ottobre 2013

Scrivere, oggi...

... di quando ti accorgi che sognare non ha più senso. Di quando il mondo ti cade in frantumi davanti ai piedi e non ti resta nulla. Di quando le speranze, l'impegno, i desideri, le ore trascorse a immaginare e a progettare vengono vanificate in un soffio, in un doloroso soffio di vento. Di quando ti guardi intorno in cerca di un appiglio, di qualcosa che ti dia una scusa per non guardare la realtà, e non lo trovi. Perché non c'è, e la realtà quella è. Di quando ti troverai a piangere per ore, solo sul divano... chiedendoti perché... e trovando le risposte, che anche quelle fanno male. Di quando ti renderai conto che tutti gli anni dedicati a un sogno, a una vision, sono solo tempo perso, e perso male. Così, quel giorno sei lì, pietrificato, e guardi i cocci, guardi la devastazione là dove pochi attimi prima c'era una costruzione fatta di amore e di ideali. 
Dov'è il tuo ego ora? E' tutto lì, condensato nella sofferenza, nelle lacrime, nella disperazione e nel senso di impotenza davanti all'inevitabile. Il tuo Ego che no, questa cosa non la vuole proprio accettare. Eppure. Eppure l'unico modo è accettarla. E interrogarsi. Perché un senso ci deve essere, ancor più se è il karma che si ripete, ma comunque un senso c'è. Non era la tua strada? O lo era e dovevi passare attraverso a tutto questo per risorgere alla tua vera essenza? O è solo un prova sul tuo percorso? Ma non è questo il tranello dell'eterno ottimista, ciò che gli impedisce davvero di comprendere che non è da lì che passa la sua via, e che gli fa commettere, ostinatamente, sempre gli stessi errori?
Quel giorno, tutto ciò che hai imparato ed esperito e che ti hanno insegnato, sul restare nel "qui e ora", sull'accettazione, sull'abbandono dell'Ego e sull'affidarsi alle energie dell'Universo, quel giorno tutto appare vuoto, privo di significato. O magari ti ci rintani, ma come? Comprendendone il senso o fuggendo da una realtà che non vuoi?
Quel giorno è un po' l'anno zero, una sorta di resa dei conti, e tu sei lì, rabbia e rassegnazione che si avvicendano nel cuore, la mente offuscata, una gran voglia di fuggire via. 
Quel giorno solo la musica saprà abbracciarti, donarti quello sguardo che sa vedere oltre, e allora a essa ti affiderai, intimorito e speranzoso. Solo.

Dedicato a tutti coloro che soffrono per un sogno infranto. Che possano tornare a sognare e a credere ancora.












giovedì 19 settembre 2013

La bellezza è negli occhi di chi guarda

Una lunga camminata per le vie della città, senza meta, senza scopo, se non quello di lasciarsi inondare da impressioni visive e uditive, dai suoni e dalle luci di una mattina di metà settembre, quando finalmente si riesce a prendere una pausa per lasciare che la mente si svuoti, pronta ad accogliere il nuovo. Camminare lasciandosi attraversare da immagini, pensieri e intuizioni. Così quel chiosco di fiori curato nei minimi dettagli sullo sfondo di un incrocio altrimenti grigio e desolato. Così i sorrisi di due giovani baristi in un caffè che sa di luce, di mele, di muesli e di candida bellezza. E camminando incrociare i volti dei passanti e immaginarseli bambini, con i loro sogni, le loro risate, la loro purezza e allegria. Entrare in una libreria fitta fitta di testi in ogni angolo e lasciarsi contagiare dall'entusiasmo di due librai allegri e appassionati. E il sole, gli alberi, i palazzi sullo sfondo del cielo azzurro. I giovani manovali che ristrutturano case e negozi, le tante persone in bicicletta, un medico che sdrammatizza e fa scivolare via con grazia i minuti di apprensione durante un esame diagnostico, una segretaria che sorride mentre il terminale si impalla dal primo mattino, e ti confida che tanto stasera va in piscina e lì, nuotando, tutto si aggiusta. 
Lo sguardo, il nostro sguardo sulle cose fa la differenza. I fisici quantistici ci insegnano da tempo ormai che l'occhio dello sperimentatore influenza il risultato dell'esperimento: ecco il nostro sguardo sulle cose influenza ogni istante della nostra esperienza, cosciente e non. E quello sguardo trasforma, perché l'entusiasmo e  la fiducia che si posano sul mondo intorno a noi non possono far altro che trasformare quel mondo, a partire dallo spazio fisico, mentale ed emotivo che abitiamo e che condividiamo con gli altri, quegli altri con cui costruire istante per istante la nostra realtà, consapevoli della bellezza che insieme possiamo creare e coltivare.
Namasté.


martedì 10 settembre 2013

How do you mend a broken heart?

Please, tell me, how?
Perché non è solo l'amore a spaccare il cuore. Il nostro cuore può far male per un sogno che si infrange, per una delusione lavorativa, per la paura, per il dolore, per la tristezza... Mille e uno modi per sentirsi sopraffatti da un cuore spezzato.
Le notti insonni; le ore a pensare e a ragionare e a chiedere opinioni per capire se c'è modo di riparare sia il cuore sia la situazione che lo ha frantumato; i sogni a occhi aperti per rivivere una realtà che è sfuggita ormai, inghiottita dal trascorrere del tempo, dall'Eterno divenire in cui siamo immersi.
"Prendi il toro per le corna" ti è stato detto. Poco poetico, forse, ma è forse l'unico modo. Guarda in faccia la realtà, paratici davanti con determinazione e coraggio e cerca di guardarla a fondo, obiettivamente, per quella che è. Tralascia il filtro delle tue emozioni, dei tuoi desideri e pensieri: guarda i fatti, guardali. Sentirai dolore? Forse. Sollievo? Magari. Rifiuto? Voglia di scappare? Stai lì, lì con tutto questo: i fatti duri e crudi e il tuo mondo interno, un coacervo di sensazioni fisiche, emotive, psichiche. Stai lì. Finché sarai ricolmo di questa esperienza: tu e l'accaduto. Il resto, sfumato sullo sfondo.
E poi... hai deciso. Sì, hai deciso che basta, non era quello ciò che volevi. Non così. Non ti riconosci più sotto quell'etichetta, non con quelle persone, non con quelle modalità. E lascerai andare. Tutto. Perché non merita più la tua dedizione, il tuo impegno, la tua voglia di esserci e di fare. Tutte queste energie belle, che avevi riversato dove ora non c'è altro che un ripetitivo schema di dominio e di successo a tutti i costi, tutte quelle energie meritano di convogliarsi altrove. Dove ci sia voglia, bisogno e desiderio di accoglierle. Dove possano fiorire e dare i frutti migliori. Dove possano portare l'Amore che le anima, l'entusiasmo che le contraddistingue, la purezza che le rende fluide e leggere.
Rincorrere i sogni non ha senso, quando quei sogni non corrispondono più al nostro sentire. Sognarne di nuovi, e dedicarli a chi ci chiede di sognare insieme, a chi ha voglia di mettersi in gioco per qualcosa di più bello (che non vuol necessariamente dire di più grande, anzi), questa è la cosa giusta da fare ora. Perché è con le piccole cose, quelle  sentite e realmente condivise, che si fa la differenza. Io a questo ormai credo davvero.
Namasté.




domenica 18 agosto 2013

Sogni, in una notte di mezza estate

È proprio vero: dopo una grande compressione segue sempre un'altrettanto grande espansione. Che poi la compressione sia fisica e la conseguente espansione emozionale, per noi praticanti yoga non è per nulla sorprendente. Così quel corpo costretto suo malgrado in posizioni innaturali, non appena può rilasciarsi nello spazio per un tempo adeguato, ritrova il respiro in tutta l'ampiezza della cassa toracica, ritrova morbidezza nelle articolazioni ed elasticità nella muscolatura. E ritrova lo spazio delle emozioni. 
Un rilascio lento, quello emozionale, che procede a scatti e stenta a decollare, ma che una volta avviatosi, cresce come un'onda che spazza via i detriti accumulati nei giorni della ristrettezza. E si sogna. Si sognano cose strane, persone che si credevano appartenere a un passato non più attuale o rilevante, persone da cui si pensava di essersi accomiatati serenamente e senza rimpianti e che invece in sogno tornano e portano a chiedersi: ma se tu fossi ancora con noi?    
E poi luoghi e avvenimenti, attimi di tempo vissuti, altri solo frequentemente immaginati, profumi e sapori. E intuizioni, indicazioni che conducono sulla via dei sogni, quelli coscienti, ora, e voluti, e desiderati. 
In una notte di mezza estate, quando sembrava che tutto fosse lontano, improvvisamente tutto è di nuovo presente e vivo. Qui. Ora. Sono presenti i progetti, le idee, gli affetti, i desideri, la mancanza, le paure, i timori, la concretezza, le ipotesi e le possibilità. Sogno e realtà si incontrano, come una sera al tramonto su una spiaggia un'Anima in viaggio incontra uno Spirito della foresta che le parla. Ma questa è un'altra storia, da raccontare quando le parole saranno abili e mature. Tuttavia, in quell'istante magico in cui la luce del cielo si fonde col moto del mare, quando tutto è solo qui e ora, solo energia pura e vibrante, in quel momento preciso si gioca tutto, l'incontro tra sogno e realtà, tra spirito e materia, e lì, proprio lì, in quell'istante infinito i sogni, i pensieri, la forma, l'essenza precipitano nel puro Essere. 
In una magica notte di mezza estate. 


domenica 17 marzo 2013

Scintille

Il cielo di Roma in cui si riverbera il mare. La vicinanza tangibile degli amici. Chi sogna insieme a me. Chi crede insieme a me. Non voler scendere a compromessi, ma vivere ciò che si ama come merita di essere vissuto. Scegliere un'altra onda, e per ora restare in rada a guardare il mare agitato all'orizzonte. Sapersi protetta, stretta in un saldo abbraccio. Ridere, tanto, fino alle lacrime. Ascoltare canzoni che emozionano. Sentire l'energia di ciò che c'è, di ciò che si è creato, del frutto delle proprie azioni. Amare ogni istante. Ogni singolo, meraviglioso, irripetibile istante.

mercoledì 27 febbraio 2013

Beautiful

Per ricordare che ognuno di noi ha una sua meravigliosa e particolare bellezza interiore ed esteriore che va oltre, ben al di là di tutto ciò che chiunque può permettersi di dire o di pensare.
Per ricordare che siamo proprio noi stessi a dare il potere ad altri di ferirci, anche solo a parole, e che talvolta concediamo quel potere proprio a chi ci è più vicino, o a chi vorremmo più vicino.
Per ricordare ogni giorno, ogni istante, di amarci, di credere in noi stessi, nei nostri sogni, nelle nostre capacità... no matter what they say.

Molto di più non riesco a scrivere. 

Faccio parlare un video e una canzone. Che hanno espresso tutto questo molto meglio di come posso fare io.


Coraggio. You are beautiful.

mercoledì 23 gennaio 2013

Sogni, anche...

Così accade che praticando e lavorando profondamente, intensamente, sulle articolazioni delle anche si smuovano emozioni e blocchi antichi e radicati, perché stai agendo in quella zona del corpo che è legata alle paure più profonde, connesse alla sopravvivenza stessa. E se accade che a questo si accompagna un lavoro altrettanto intenso sulle torsioni, che strizzano i nostri organi interni e ci consentono di cambiare visuale rivolgendo lo sguardo dove di solito non si posa, gli effetti della pratica si amplificano, diventano più pervasivi. E così ti trovi poi a vivere una savasana che ti porta in profondità raramente esplorate, in cui entri in una dimensione quasi onirica, come un avventurarsi nei fondali profondi dell'oceano. E se poi accade che poche ore dopo ripeti la medesima pratica, ti ritrovi in asana più profonde, più avvitate, più forti... E l'azione si accresce ulteriormente, la vibrazione aumenta, la savasana che segue non è più un'immota profondità oceanica, ma un vibrante stato di presenza.
Così può anche accadere che la sera stessa tu cada in un sonno immediato, profondo, e poi, dall'oscurità l'emergere di un sogno, lungo, dettagliato, realistico, spaventoso al limite dell'incubo, ma non tale. Un sogno in cui le emozioni, la paura soprattutto, sono tangibili, in cui ti rendi conto che stai fronteggiando qualcosa di grande, di tuo, di risolutivo, forse. Il sogno che ha dato parole, immagini e sensazioni fisiche inequivocabili a quelle emozioni cristallizzate nelle tue anche. Un sogno da cui ti sei svegliato, perché l'epilogo inevitabile sarebbe stata esperienza forse troppo forte da vivere, anche se in sogno. Rimani scosso, turbato, toccato da quanto vissuto nelle dimensioni profonde della tua mente. Prendi consapevolezza. Tieni lì quelle immagini, quei frammenti che pian piano col passare delle ore sbiadiscono nei dettagli, ma il cui impatto emotivo resta immutato. Ci sei, ora, presente, consapevole che la pratica ha consentito al tuo corpo di comunicare con te e di rilasciare tensioni e blocchi ancestrali. E da qui ti muovi, di nuovo, con fiducia e con accresciuta consapevolezza, affidandoti alla saggezza della pratica e del corpo.