martedì 3 novembre 2015

Grateful...

... per ogni istante di queste giornate che sigillano un ritorno. 
Per ali che si dispiegano, che assaggiano l'aria, che sentono quel vento arrivare, da lontano, monti innevati a inebriare l'aria frizzante di magia, nuvole che scivolano via, ombre che si ritirano e distese interminabili di luce e di prati e di fiumi inesplorati che ci attendono.
È ora di spiccare quel volo, le ali forti, lo sguardo ad abbracciare quell'orizzonte nella foschia che si fa tersa... il senso di ciò che si è e di ciò che si fa come bussola infallibile di una rotta che non è una linea retta e scontata, ma è un librarsi tra i flutti delle correnti, una danza tra nuvole e rami, tra raggi di sole e foglie che si abbandonando, una danza che sa di vita, un ritmo che incalza per poi lasciarci sospesi, a planare nella quiete, a veleggiare lontano senza sforzo...

Namasté.


martedì 27 ottobre 2015

Art of freedom

Qualunque cosa le passate due settimane avessero da apportare alla mia vita con la loro sgraziata scompostezza, qualunque cosa gli eventi appena trascorsi intendessero dispensare nella mia esistenza, ciò che resta è una ritrovata libertà.
Vivere liberi è un'arte, un'arte che si coltiva soprattutto quando tutt'intorno ci si sente accerchiati da limitazioni e i famosi gradi di libertà sembrano ridotti al minimo. Un'arte che si apprende spesso da piccolissimi, quando si impara a stare e al tempo stesso a non sotto-stare, e che si coltiva con pazienza e con fiducia crescendo, quando talvolta gli spazi sembrano restringersi e talaltra espandersi al punto tale di rischiare di far deragliare la libertà in smarrimento.
Un sottile equilibrio che si gioca tra responsabilità e spontaneità, tra quell'espansione e contrazione che è il ritmo ultimo dell'universo, dal macrocosmo al microcosmo. L'arte della libertà si gioca tutta nel sapere vivere in questa pulsazione, mantenendo una flessibile presenza, la nostra identità, che partecipa anch'essa all'eterno e infinito pulsare.
L'arte di tradurre gli sgambetti in rampe di lancio per qualcosa di più elevato che ci attende, e comprendere forse come sia tempo di liberare ancora la nostra creatività, quel potenziale poetico e creativo che ci permea e che forse si era lasciato contrarre in una forma divenuta rigida.
L'arte di trasformare con piccoli gesti e con le magie del quotidiano le ombre in spazi fertili, riparati, dove coltivare con amorevole cura i germogli del futuro.
L'arte di sapersi astrarre dai meccanismi abituali, di saper gentilmente chiudere la porta alle proprie spalle, senza rumore, con discrezione.
L'arte di saper sostare, in ascolto del fruscio delle foglie, dei piccoli indizi che l'ambiente ci rimanda, affinando i sensi a cogliere quella polvere di stelle di cui siamo composti, noi, i nostri sogni, le nostre realizzazioni.
L'arte di non scappare, e al tempo stesso di non rincorrere, e nemmeno di nascondersi, ma restare nella propria verità, che è poi in fondo è quell'arte dell'essere liberi.
L'arte di gustarsi un regalo, attendendo un giorno per aprire il pacchetto e tenere tra le mani un dono che sprigiona un'energia che ci cattura e che nel contempo chiede di essere scoperta lentamente.
L'arte di credere nel proprio percorso, nei propri gesti, nelle proprie parole, nelle proprie intenzioni e di allinearsi nel profondo a quell'identità che è il dono unico e irripetibile che offriamo alla danza della vita.


Immagine da Pinterest





sabato 24 ottobre 2015

Sparkle and shine!

... e allora oggi, oggi una giornata di quelle che aggiustano tutto.

Il risveglio pigro, e quel prendersi tutto il tempo per entrare morbidamente nella giornata.




Attimi di quiete, prima di una "conference" ricca di spunti, di quegli spunti che cercavo ora, proprio ora. E incontrare così casualmente qualcuno che ha esattamente quel qualcosa da dirti, ciò che ora avevi bisogno di sapere essere non solo la tua esperienza, ma quella di altri. 
E incantarti per la serendipity che oggi ti avvolge. 
Un incontro magico, che stimola curiosità, e scoprire che c'è altro, c'è molto, molto da scrutare, apprendere, osservare.

Volevi nutrimento, e così trovi un libro "on the path", e Amazon te lo consegna già lunedì, come a dire: "hai chiesto, hai saputo chiedere, e l'Universo ti risponde, e ti risponde subito". Non sai cosa troverai tra quelle pagine, ma nelle pieghe di immagini e parole senti che ci saranno risposte, domande, nuovi spunti.

E poi ti abbandoni a un massaggio thai consigliata da chi in questi giorni ha a cuore il tuo benessere e il tuo ritrovare quella magia che anima le tue giornate Un'ora che lascia scorrere energia, potente, vibrante, allegra nella sua quieta e magica atmosfera.



A poi via, tra le vie nobili della tua città a ritirare un libro e incontrarne un altro... un Happy Shopping leggero che prelude a un bicchiere di vino rosso sul divano, a buttare giù queste righe, prima del mistero di una serata ancora tutta da creare.



Volevo prendere una pausa e ritrovare quello sparkle, quel luccicare che è essenziale, vitale. Volevo rigenerarmi, ritrovare lo spazio e il tempo della meraviglia. Volevo andare oltre, dispiegare le vele verso nuovi orizzonti...

E lo volevo talmente tanto che l'Universo mi ha ascoltato, e mi ha colmato di doni al di là delle mie più agognate prospettive. 

Una giornata straordinaria, sinora, e la sera promette di essere il coronamento di questo coraggio di dire "ora basta" e di riprendersi la gioia, l'entusiasmo, la curiosità, il luccichio della propria vita.


venerdì 23 ottobre 2015

Sparkle...

Un post "in canna" pronto a essere pubblicato, ma... ma chissà che sia stato sufficiente scriverlo?




E stasera allora è vino rosso piemontese. 
È cucina casalinga al suono dei Gipsy Kings. 
È riappropriarsi di tempo e di spazio per stare bene, e nutrirsi di bellezza e di dolcezza. 
È pianificare un week-end non pianificabile, cullandosi tra le braccia e le parole di chi ci sta accanto... le parole sagge e colme di amore di un'Amica grande, la presenza forte di chi non ci lascia mai, gli occhi negli occhi ancora con chi ha accolto e condiviso e incoraggiato a essere noi stessi fino in fondo, a brillare di quella luce unica che è nostra e solo nostra. E non è autocelebrarsi, è riconoscere la grandezza che è insita in ognuno di noi e che merita di essere irradiata in questo mondo assetato di autenticità e di bellezza vera.




E il sonno dopo giorni in cui le pratiche si sono susseguite, dense, fitte, colme. E la necessità consapevole che bisogna nutrirsi e rigenerarsi per poter donare il meglio di sé all'altro.
E quindi il coraggio di fare una pausa, anche se le scadenze sono impellenti e vicine, perché è dalla pausa, dalla quiete, dall'abbandono di una savasana che si riemerge riposati, vivificati, colmi di nuova energia e di nuovi stimoli.




E domani allora mi immergerò nelle parole e nelle immagini di quelle che sono le mie Maestre, donne creative, intuitive e straordinarie, donne che non partono dalla filosofia della paura, ma da quella dell'Amore e della creatività che respira in ognuno di noi, donne che scrivono, dipingono, creano con il cuore, dal cuore, per il cuore. Mi lascerò guidare da chi percorre strade originali, coraggiose, non battute. Da chi brilla di autenticità e di entusiasmo.

E mi regalerò qualche ora di benessere, a rigenerare corpo e mente, a concedermi il lusso di non fare nulla e di stare bene.

E tornerò a giocare con tela e colori, guidata dalle parole sapienti delle mie insegnanti, e dal loro esempio.

È di esempi che ci nutriamo, d'altronde. È di ispirazione che necessitiamo di essere colmati, perché il vero successo è accendere la scintilla e contribuire ad alimentarla.

E non è nella mia indole prendere tempo di solito, tempo per stare bene e andare piano, ma ora sì, ora si prende tempo e si va piano.




Perché non c'è fretta, non c'è alcuna fretta di procedere, ma c'è l'importanza di immergersi a fondo in ciò che ha davvero un senso, in ciò che fa davvero la differenza.

Smettere di guardare l'inutile, per dedicarsi cuore e respiro all'essenziale. Che non è asciutta austerità, ma vivida ricchezza di stimoli, di ispirazioni, di azioni colme di significato. È fare brillare ogni nostra intenzione, ogni nostro gesto, ogni parola che rivolgiamo, ogni pensiero che formuliamo, ogni istante che viviamo e condividiamo.




È tingere di rosa le ombre, è scacciare ciò che non ci appartiene, è vivere ciò che sentiamo davvero. È lasciarsi vivere e respirare...


È sapersi regalare ciò che serve, quando serve. Per offrire il meglio di noi stessi, per onorare il nostro cammino. Per essere realmente vivi.


(Tutte le immagini sono tratte da Pinterest)

domenica 27 settembre 2015

... attimi di sospensione...

Giorni di raccoglimento. Giorni di dedications. Giorni di pensieri.

Giorni di colori che cambiano.
Giorni di retreat-time.

Giorni sospesi... sento quella tensione, quella sospensione. Qualcosa sta per accadere.

Giorni in cui mettersi all'opera per un nuovo progetto. Ora davvero.
Con il respiro... con la presenza.
Qui e ora. E da domani si inizia.

Davvero.

Giorni di centratura. Cercata, coltivata, praticata.

Giorni di pratiche ad alimentare il fuoco... e di meditazione a nutrire il cuore.

L'inward pull dell'autunno si sente già... e con esso il movimento verso la quiete, la meditazione...
Un ascolto profondo, un sentire profondo... un respiro profondo.

Un week-end di transizione questo, luna piena ed eclissi... equinozio d'autunno...

Corpo e Spirito si preparano.
Come la Terra si prepara... un richiamo forte, intenso.

Prepararsi a lasciare andare; e anche a raccogliere, incamerare...

Frutti e nutrienti per l'inverno a venire...

Spogliandosi del superfluo.


Sento cambiamento nell'aria. Lo percepisco e annuso... un punto di domanda... un a capo quasi in procinto di esprimersi.

Attendo, la sensazione che dietro l'angolo, a breve, qualcosa accadrà.


Una mattina sospesa. Il silenzio e l'aria frizzante che fa ingresso dalle finestre.

Attimi di raccoglimento, di ascolto.

Momenti con le dita che danzano sulla tastiera.

Molto si è mosso attorno a me in questa settimana... molto è accaduto...

Ora sembra quasi che un momento di pausa avvolga tutto... la bruma del mattino...


Ho letto molto in questi giorni, molto di interessante. Ho appreso molto, dai miei Maestri tutti, sulla vita e sull'arte.

Narrative che si svolgono su una tela o su un tappetino...

Comunicare ed evocare atmosfere, calarsi nell'essere... ascoltare l'universale che respira nel particolare.

... e stare negli "attimi sospesi nel tempo", cogliendone il potere, la trasformazione che serbano.


È quell'istante, ora, quel momento "dell'azione senza azione"... dell'agire senza agire.

Come ogni attimo di sospensione anche questo si infrangerà, rivelando il nuovo corso...

Lo sento, è qui. È qui a breve...


Namasté.

domenica 20 settembre 2015

Incamminandoci verso l'equinozio d'autunno

L'aria inizia a rinfrescarsi. Il verde del fogliame è meno brillante. I colori della natura assumono nuove sfumature. La luce si fa meno intensa, più tenue, morbida.
L'autunno è alle porte, e il 23 settembre l'equinozio segnerà l'inizio del viaggio del nostro emisfero verso la predominanza delle ore di buio rispetto a quelle di luce. Il sole, la nostra sorgente di vita, di luce, di calore detta il ritmo naturale del nostro pianeta, un ritmo a cui anche noi esseri umani ci siamo per millenni accordati, muovendoci all'unisono con il nostro pianeta e con tutte le creature che lo animano, in quella danza ciclica che gli astri, sole e luna in primis, orchestrano per noi.
L'equinozio d'autunno non è quindi un evento meramente astronomico, ma racchiude in sé un valore simbolico e profondamente adattivo per la nostra vita quotidiana.
I ritmi del pianeta cambiano, il complesso mondo naturale attorno a noi si trasforma, e noi con esso. E anche se ne abbiamo perso la consapevolezza, soprattutto noi cittadini, e talvolta un po' pretenziosamente ne sminuiamo con i nostri comportamenti e le nostre abitudini la rilevanza, il ciclo naturale del pianeta ci comprende e ci riguarda intimamente. I nostri nonni, e ancora oggi le comunità rurali, ne sono sempre stati rispettosamente consapevoli, e quel valore insito dell'accordarsi armoniosamente con il nostro ambiente, se fatto proprio, può realmente apportare benefici profondi al nostro benessere psico-fisico.
Con l'equinozio di autunno inizia la stagione degli ultimi raccolti, la natura a offrirci la pienezza dei suoi frutti accesi di rosso e di arancione, prima di iniziare quel ciclo dell'abbandono, del lasciare andare e del ritrarsi nel fertile buio invernale, per prepararsi a generare nuova vita.
E anche noi siamo invitati in questo periodo a raccogliere i frutti del nostro lavoro, a capitalizzare il nostro raccolto e a incamerare, come previdenti scoiattoli, provviste di energia per incamminarci verso l'inverno. E come gli alberi si spogliano delle loro foglie, anche noi siamo invitati a lasciare andare, a prepararci a lasciar scivolare via quanto ha ormai dato tutti i suoi frutti, quanto non ci serve più, quanto ancora non ci appartiene più. Un lasciare andare totale, uno spogliarsi di tossine e di orpelli, per preparacsi a entrare in quella stagione di buio che ci invita a raccoglierci in noi stessi, ad ascoltarci, a incontrare il nostro sé più profondo per poter poi germogliare ancora.
Le nostre pratiche di questo periodo saranno volte proprio a questo: a prepararci a vivere questo momento di transizione dalla massima luce dell'estate al massimo buio dell'inverno, a calarci nei ritmi autunnali, a seguirne e nel contempo bilanciarne le forze di dissolvenza e di secchezza che caratterizzano anche climaticamente questo periodo dell'anno, a capitalizzare e fare nostri quella luce e quel calore che abbiamo assorbito con ogni poro della nostra pelle durante l'estate, per nutrirli al centro del nostro cuore e lasciarci così fluire armoniosamente con l'evolversi di questa stagione in equilibrio tra le forze ancestrali di vita e dissolvenza.


Autumn Effect at Argenteuil - Claude Monet (1873)



martedì 11 agosto 2015

Panta rei

La mia mattina. Qui. Ora. Nel silenzio delle voci dell'uomo, solo cani che abbaiano in lontananza, cinguettii tra i rami, un asino che raglia, un anziano giardiniere silenzioso al lavoro.
Mare. Terra. Cielo. Qualche palma e alberi di fico.
Il sole si svela, mi scalda la nuca, mentre in lontananza i suoni rivelano il risveglio di molti.
Tazze di caffè, motorini e qualche auto, portiere che si chiudono, cisterne che arrancano.
Poi lunghi silenzi ancora.
Il desiderio di condividere con chi sa e ama parlare di vita e di vissuto, le emozioni, gli insight, le verità che un poco si sono svelate, le gioie, le scelte consapevoli, e anche il retro della medaglia, perché pure quello c'è nella vita. 
A nulla vale negare la danza eterna degli opposti, l'ombra nella luce, e noi siamo invitati a danzare, e con il nostro ballo a onorare ciò che è, come è. Anche quel velo di rammarico, anche quel pensiero intrusivo del "se solo...", anche il dubbio che accompagna ogni scelta non scontata.
Tutto va come deve andare.
E in questa mattina incantata, immersa in questa terra e in questo mare di Grecia che amo così profondamente, mi affido, con umiltà, con stupore, con fiducia, con amore.

Namasté.